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Da COP a SCOP

Da COP a SCOP

Cambiano i dati di riferimento per le pompe di calore

Con l’introduzione del Conto Termico 3.0 cambiano in modo significativo i criteri di calcolo degli incentivi, segnando una netta discontinuità rispetto al precedente sistema previsto dal Conto Termico 2.0.

Tra le tecnologie maggiormente valorizzate da questo aggiornamento rientrano senza dubbio le pompe di calore, che beneficiano di aliquote incentivanti più elevate grazie a un nuovo approccio basato su parametri di efficienza più rappresentativi del funzionamento reale.

Nel Conto Termico 2.0, l’incentivo veniva calcolato utilizzando il COP (Coefficient of Performance), ossia il rapporto tra energia termica prodotta ed energia elettrica consumata in condizioni puntuali di funzionamento.

Con il Conto Termico 3.0, il riferimento passa invece allo SCOP (Seasonal Coefficient of Performance), che rappresenta un indicatore molto più evoluto.

Lo SCOP misura infatti l’efficienza della pompa di calore sull’intera stagione di riscaldamento, tenendo conto di variazioni climatiche, funzionamento a carico parziale, cicli reali di utilizzo e perdite di sistema. Il risultato è una valutazione più aderente alle condizioni operative reali dell’impianto.

Accanto allo SCOP, assume un ruolo centrale anche il parametro ηₛ (efficienza energetica stagionale), introdotto dalla Direttiva Ecodesign. Questo indicatore esprime il rapporto tra energia termica utile prodotta ed energia primaria consumata.

Il valore di ηₛ si ricava dalla relazione:

  • ηₛ = (SCOP / 2,5) × 100, dove il fattore 2,5 rappresenta il coefficiente di conversione dell’energia elettrica in energia primaria secondo i criteri Ecodesign.

La Direttiva Ecodesign associa il valore di ηₛ alle classi di efficienza energetica. Ad esempio, un valore di ηₛ compreso tra 150% e 175% corrisponde tipicamente alla classe A++. È importante sottolineare che il valore di ηₛ non è fisso, ma varia in funzione delle condizioni di esercizio della pompa di calore.

L’efficienza stagionale, e quindi anche l’incentivo ottenibile, dipende fortemente dal tipo di impianto e dalle temperature di funzionamento.

In particolare:

  • impianti a bassa temperatura (es. pannelli radianti) → maggiore efficienza → incentivo più elevato
  • impianti ad alta temperatura (es. radiatori tradizionali) → minore efficienza → incentivo ridotto

Ne consegue che la stessa pompa di calore, installata in contesti impiantistici diversi, può generare incentivi differenti.

Alla base dei calcoli previsti dalla normativa Ecodesign vi è il parametro P rated, ossia la potenza termica nominale della pompa di calore nelle condizioni di progetto. Questo valore: coincide con la potenza dichiarata dal costruttore, costituisce il riferimento per il calcolo di SCOP e ηₛ ed è utilizzato per la classificazione energetica dell’apparecchiatura.

Il passaggio dal COP allo SCOP, integrato con il parametro ηₛ, rappresenta un’evoluzione sostanziale: l’incentivo non premia più solo la prestazione nominale, ma l’effettiva efficienza stagionale dell’impianto.

Per installatori e progettisti diventa quindi fondamentale valutare correttamente il contesto impiantistico, ottimizzare le condizioni di funzionamento e progettare sistemi coerenti con logiche di bassa temperatura.

Solo così è possibile massimizzare il beneficio economico del Conto Termico 3.0.