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CONTO TERMICO 3.0: ATTENZIONE ALLE CALDAIE COMBINATE SOSTITUITE CON POMPE DI CALORE

CONTO TERMICO 3.0: ATTENZIONE ALLE CALDAIE COMBINATE SOSTITUITE CON POMPE DI CALORE

Il chiarimento del GSE conferma l’approccio operativo nella gestione delle pratiche incentivo

Uno dei dubbi più frequenti nel nuovo Conto Termico 3.0 riguarda gli interventi in cui una vecchia caldaia combinata — quindi dedicata sia al riscaldamento sia alla produzione di acqua calda sanitaria — viene sostituita con due sistemi distinti: una pompa di calore per la climatizzazione invernale e uno scaldacqua a pompa di calore dedicato esclusivamente all’ACS.

Molti operatori, in modo del tutto comprensibile, tendono a interpretare questa configurazione come due interventi distinti, ipotizzando quindi la possibilità di accedere separatamente agli incentivi sia per la parte riscaldamento sia per la produzione di acqua calda sanitaria.

Proprio su questo tema abbiamo richiesto un approfondimento diretto al GSE, ottenendo un chiarimento operativo particolarmente importante per chi si occupa di installazione e gestione delle pratiche incentivo.

Il principio espresso dal Gestore è piuttosto chiaro: quando nello stato iniziale è presente un unico generatore combinato, non è possibile “frazionare” la preesistenza per aprire due richieste incentivo separate.

La ragione è legata alla classificazione del generatore esistente.

Lo scaldacqua a pompa di calore dedicato all’ACS può infatti accedere alla specifica categoria incentivo soltanto quando sostituisce un apparecchio classificato come “scaldacqua”, sia a gas che elettrico, dedicato quindi alla sola produzione di acqua calda sanitaria.

Nel caso di una caldaia combinata, invece, il sistema ante-operam viene classificato come impianto di climatizzazione invernale e non come semplice produttore di acqua calda sanitaria. Di conseguenza, manca la preesistenza specifica necessaria per poter gestire autonomamente l’incentivo dedicato allo scaldacqua.

Questo significa che, se si decide di sostituire una vecchia caldaia combinata con una nuova configurazione composta da pompa di calore per il riscaldamento e scaldacqua a pompa di calore per l’ACS, la parte dedicata alla climatizzazione invernale potrà accedere all’incentivo del Conto Termico, mentre lo scaldacqua a pompa di calore non potrà essere incentivato autonomamente tramite la specifica categoria dedicata alla produzione ACS.

Questo però non esclude la possibilità di accedere ad altri meccanismi agevolativi. Lo scaldacqua a pompa di calore potrebbe infatti rientrare, in presenza dei requisiti previsti, in strumenti alternativi come il Bonus Casa, attraverso la detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia.

Si tratta di un chiarimento molto importante soprattutto in fase preliminare, perché influisce direttamente sul modo in cui vengono costruiti preventivi, simulazioni incentivo, pratiche documentali e configurazioni impiantistiche.

Per installatori/distributori questo comporta una maggiore attenzione già durante il sopralluogo iniziale. Oggi diventa fondamentale identificare correttamente la configurazione ante-operam dell’impianto, perché è proprio questa che determina la corretta classificazione della pratica all’interno del Conto Termico.