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CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE: LA SCADENZA 2027 SI AVVICINA

CONTABILIZZAZIONE DEL CALORE: LA SCADENZA 2027 SI AVVICINA

Telelettura obbligatoria, gestione digitale dei consumi e rinnovo dei sistemi esistenti: perché amministratori, installatori e manutentori devono iniziare a programmare gli adeguamenti

Negli anni successivi all’entrata in vigore del D.Lgs. 102/2014, migliaia di condomìni hanno installato sistemi di contabilizzazione del calore per adeguarsi agli obblighi normativi e favorire una gestione più efficiente dei consumi energetici. Oggi molti di quegli impianti stanno raggiungendo la fine della loro vita tecnica e il tema della sostituzione torna di stretta attualità.

Si tratta però di qualcosa di molto diverso da una semplice sostituzione di ripartitori o contatori. Il quadro normativo è cambiato e il D.Lgs. 73/2020, che ha recepito la Direttiva Europea sull’Efficienza Energetica (EED), ha introdotto nuovi obblighi tecnologici, maggiore trasparenza nei confronti degli utenti e una gestione sempre più digitale delle informazioni energetiche.

La scadenza più importante è ormai alle porte. Entro il 1° gennaio 2027, tutti i ripartitori di calore, i contatori di riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria devono essere leggibili da remoto. I sistemi già esistenti che non permettono la telelettura dovranno essere adeguati o sostituiti, salvo casi di provata impossibilità tecnica o sproporzione economica.

L’obiettivo della normativa è aumentare la consapevolezza energetica degli utenti, fornendo dati di consumo più frequenti e facilmente accessibili. Per questo motivo non sarà più sufficiente raccogliere i dati una volta all’anno per effettuare il riparto delle spese. I consumatori dovranno ricevere informazioni periodiche sui propri consumi e l’intero sistema dovrà essere in grado di dimostrare la corretta acquisizione e gestione dei dati. Per gli impianti di solo riscaldamento, ad esempio, sono previste almeno 3 letture durante la stagione termica; se è presente anche l’acqua calda sanitaria (ACS), le letture salgono a un minimo di 6 all’anno.

Nonostante gli obblighi siano noti ormai dal 2020, il mercato italiano procede ancora lentamente. Ad oggi, si stima che solo il 3% dell’intero patrimonio immobiliare italiano sia pienamente conforme ai requisiti EED. Per le installazioni effettuate dopo il 2020, la quota di conformità sale leggermente al 5-6%. Questo divario rappresenta un rischio concreto di congestione del mercato in prossimità della scadenza, poiché l’adeguamento richiede tempi tecnici per l’installazione dei dispositivi e la realizzazione delle reti dati

Per installatori e manutentori si apre quindi una fase particolarmente interessante. In molti casi non sarà necessario sostituire completamente l’impianto, ma sarà possibile valutare interventi di aggiornamento e remotizzazione. In altri casi, invece, il rinnovo dei dispositivi rappresenterà l’occasione per proporre soluzioni più moderne, aperte e scalabili, capaci di garantire la proprietà del dato al condominio e una maggiore libertà nella scelta dei fornitori di servizi futuri.

La contabilizzazione del calore sta quindi entrando in una nuova fase: si tratta di costruire un sistema di gestione energetica capace di accompagnare gli edifici nella transizione energetica e nella digitalizzazione.

Per gli operatori del settore questa evoluzione rappresenta molto più di un obbligo normativo: è un’opportunità concreta per assumere un ruolo sempre più strategico nella gestione efficiente degli edifici e dei loro consumi energetici, trasformando un semplice adeguamento tecnico in un servizio ad alto valore aggiunto per amministratori e condomìni.