DETRAZIONI FISCALI: RIPARTE L’ITER DELLA LEGGE DI BILANCIO
36, 50 o 65%? Le prime anticipazioni riaccendono l’attenzione sugli incentivi per il 2027. Come leggere le notizie di queste settimane e come gestire le richieste dei clienti
In questi giorni è ripartita la discussione sulla prossima Legge di Bilancio e, come accade ogni anno, stanno iniziando a circolare le prime anticipazioni sulle detrazioni fiscali.
Quella che ha attirato maggiormente l’attenzione riguarda il possibile ritorno dell’Ecobonus al 65% nel 2027. Una prospettiva sicuramente interessante, soprattutto dopo due anni nei quali le detrazioni hanno perso parte della loro attrattività. Cerchiamo però di capire cosa sappiamo realmente e, soprattutto, cosa possiamo dire oggi a un cliente che deve decidere se realizzare un intervento entro la fine del 2026 oppure aspettare il prossimo anno.
Partiamo dal quadro attuale. Per tutto il 2026 rimane in vigore l’impostazione già applicata nel 2025: per gli interventi ammessi possiamo arrivare al 50% sull’abitazione principale, quando sono rispettate le condizioni previste, mentre negli altri casi l’aliquota è generalmente del 36%, con la detrazione ripartita in dieci anni. Ufficialmente il 2027 si aprirebbe con il definitivo abbassamento al 36%.
Ed è qui che arriviamo alla notizia di questi giorni. Le prime anticipazioni sulla Legge di Bilancio parlano della possibilità di rafforzare nuovamente gli incentivi destinati all’efficientamento energetico, arrivando, per alcuni interventi, proprio al 65% nel 2027. Questa ipotesi si inserisce anche nel confronto europeo sulla possibilità di concedere maggiore spazio fiscale agli investimenti destinati alla riqualificazione energetica degli edifici, di cui abbiamo parlato un paio di settimane fa.
Al momento, però, siamo ancora all’inizio del percorso. Il 65% è un’ipotesi sulla quale si sta lavorando e mancano diversi elementi per valutarne la reale portata. Dovremo capire quali interventi saranno interessati, se l’aliquota riguarderà tutti gli immobili oppure determinate categorie e se continuerà la distinzione tra abitazione principale e altri immobili.
Sono proprio questi dettagli a fare la differenza quando dobbiamo valutare la convenienza di un intervento.
Probabilmente dovremo aspettare ottobre e soprattutto novembre, quando l’iter della Legge di Bilancio sarà più avanzato e avremo a disposizione testi più strutturati, per cominciare ad avere indicazioni sufficientemente solide sul 2027.
Nel frattempo, come possiamo gestire il rapporto con un cliente che ci chiede se conviene aspettare?
Il suggerimento è di partire sempre dalle condizioni disponibili oggi. Per un intervento realizzato nel 2026 conosciamo le aliquote, possiamo verificare l’immobile, la tecnologia scelta, le caratteristiche del beneficiario e confrontare le detrazioni con eventuali strumenti alternativi, a partire dal Conto Termico 3.0.
Rinviare un intervento già programmato sulla base di una possibile aliquota futura richiede invece prudenza, perché oggi non sappiamo ancora se sarà al 65, al 50 o al 36%.
Ricordiamo inoltre un punto importante: dal 2025 sono state escluse dalle detrazioni le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili e questa esclusione rimarrà anche in futuro, in coerenza con l’indirizzo ormai definito a livello europeo.
Il possibile ritorno del 65% è quindi una notizia da seguire con grande attenzione, soprattutto perché potrebbe ridare peso alle detrazioni fiscali nel mercato della riqualificazione energetica. Ma per capire quanto sarà realmente interessante dovremo aspettare i prossimi passaggi della Legge di Bilancio.
Nelle prossime settimane continueremo a monitorarne l’iter e vi aggiorneremo man mano che emergeranno elementi più concreti, concentrandoci sulle informazioni che servono davvero nel lavoro quotidiano: quali aliquote saranno disponibili, per quali interventi, su quali immobili e con quali condizioni di accesso.
