BANDI REGIONALI: CHE FINE HANNO FATTO I FONDI COLLEGATI AL CONTO TERMICO?
L’integrazione dei bandi con il GSE fa scuola per l’efficienza residenziale, ma i tagli statali frenano le Regioni. Le opportunità per gli impiantisti nella nuova programmazione
Per chi lavora sul campo, proporre sistemi di climatizzazione efficienti o generatori a biomassa di ultima generazione è diventato un esercizio di equilibrismo tra pratiche burocratiche e fondi d’incentivazione che appaiono e scompaiono a macchia d’olio. Un esempio sono i bandi regionali che, negli scorsi anni, sono stati collegati a impianti incentivati con il Conto Termico 2.0 per aumentare l’efficientamento energetico ma nel 2026 sembrano essere spariti.
L’unico esempio virtuoso rivolto direttamente ai privati cittadini per l’anno in corso arriva dall’Abruzzo. La Regione ha messo a disposizione un incentivo che si aggancia in maniera diretta alle schede operative del Conto Termico 3.0 gestito dal GSE. Per accedere alle risorse regionali è vincolante l’ottenimento dell’incentivo statale. In questo modo, il contributo regionale va a coprire la quota residua dell’investimento ammissibile per la sostituzione di generatori obsoleti con pompe di calore, sistemi ibridi o impianti a biomassa a 5 stelle. Sommando la quota GSE all’integrazione locale, il cliente finale può raggiungere una copertura a fondo perduto vicina al 100% della spesa sostenuta.
Come detto, questa però sembra essere un’iniziativa isolata, a fronte di anni precedenti dove molte regioni istituivano strumenti similari. La carenza di iniziative analoghe in altre aree d’Italia dipende soprattutto da una contrazione delle risorse finanziarie centrali. Gran parte dei contributi alla rottamazione degli impianti inquinanti erogati negli anni passati da Regioni quali Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna derivava dal Fondo Statale per il Miglioramento della Qualità dell’Aria.
I recenti interventi sulle coperture di bilancio hanno ridotto drasticamente la capienza di questo fondo nazionale per il triennio in corso, registrando un taglio complessivo pari a circa il 75% delle dotazioni previste.
Questo scenario dovrebbe essere soltanto di passaggio, fortunatamente, con un miglioramento nel 2027. L’Unione Europea ha aperto la strada alla concessione di scostamenti di bilancio mirati e a una maggiore flessibilità sui vincoli del Patto di Stabilità per i Paesi che destinano investimenti strutturali alla transizione ecologica e al rispetto delle direttive sull’efficienza energetica.
Questa decisione sbloccherà lo scorrimento dei fondi strutturali europei non ancora impegnati e permetterà la creazione di nuovi capitoli di spesa dedicati alla decarbonizzazione del riscaldamento residenziale. Di conseguenza, le Regioni che oggi hanno sospeso le linee di aiuto per i privati avrebbero la disponibilità per pianificare l’uscita di nuove misure per il 2027, basate proprio sul modello Abruzzo: portali digitali snelli e integrazione a sportello con il Conto Termico del GSE.
Conoscere preventivamente i meccanismi del Conto Termico 3.0, monitorare i portali regionali e guidare il cliente nell’abbinamento corretto tra incentivo statale e bando locale fa la differenza tra un preventivo firmato e uno abbandonato. La capacità di strutturare le pratiche senza errori formali e di anticipare i flussi di rifinanziamento previsti per il 2027 diventa il vero elemento strategico per mantenere alta la competitività sul territorio.
